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Osaka: passeggiando a Dotonbori, tra luci e personaggi incredibili

Dotonbori, il quartiere dei divertimenti di Osaka, è una zona vibrante, colorata, allegra.

Osaka, ma soprattutto Dotonbori, è una tappa imperdibile in un viaggio in Giappone. Qui troverete insegne sfavillanti – la più famosa è quella di Glico, azienda dolciaria giapponese, che raffigura un atleta che corre in pista -, luci accecanti, ristoranti che servono le specialità più strane, sale giochi, strip clubs, bar. Non mancano i negozi e grandi magazzini, come Shinsaibashi-suji, una galleria commerciale lunga quasi 600 metri dove potrete acquistare souvenir, vestiti, calzini (mai visti così tanti calzini in vendita come in Giappone). Mentre passeggiate vi capiterà di incontrare ragazzi e ragazze molto appariscenti, ma soprattutto dei manga. Sì, avete capito bene, vi sembrerà di essere dentro un cartone animato, perchè in tanti si vestono e si acconciano come i personaggi animati. Meglio venirci dopo il tramonto, quando Dotonbori da il meglio di sé.

 

Capitolo cibo: a Dotonbori c’è un’offerta talmente grande di street food, pub, ristoranti, che manda quasi in confusione.

Imperdibili sono le Takoyaki, polpette di polipo fritte, oltre alle okonomiyaki, molto simili a dei pancake salati. Proprio all’inizio di Dotonbori svetta l’insegna del ristorante Kani Doraku, diventata oramai un simbolo della zona: un grandissimo e luminosissimo granchio – che oltretutto si muove -, specialità del locale. Occhio al portafoglio, se volete provarlo, perchè è piuttosto caro. Un’altra cosa particolare che potreste assaggiare è il fugu, il pesce palla. É un pesce velenoso e piuttosto pericoloso, ma dopo una particolare preparazione si può mangiare, e pare sia ottimo. Ad Osaka esiste persino un museo dedicato al pesce palla, che viene servito in vari ristoranti specializzati. Prima del Covid c’era il ristorante Zuboraya, famoso per il grosso pesce palla appeso fuori dall’ingresso, che purtroppo ha chiuso definitivamente. Se volete rimanere sul “tradizionale” troverete tantissimi ristoranti dove mangiare sushi, udon o un bel piatto di ramen.

 

 

Anche Dotonbori ha il suo piccolo tempio: si chiama Hozen-ji.

Nascosto e ben riparato dalla confusione che regna sovrana nella zona, il tempio è un’oasi di tranquillità che rende omaggio a Fudo Myoo, uno dei cinque guardiani del buddismo. La sua statua è ricoperta di muschio perchè i visitatori esprimono un desiderio gettandovi sopra dell’acqua. Provate anche voi. Usciti dal tempio, avrete un’idea di quella che era la vecchia Osaka, passeggiando lungo Hozenji Yokocho Alley, una stradina con il pavimento in pietra in cui spiccano le lanterne delle izakaya. Infine, andate a godervi un panorama notturno scintillante sul ponte Ebisu – Bashi, sul fiume Dotonbori, che da il nome alla zona: i neon sono così tanti che vi sembrerà quasi giorno.

 

 

 

Dotonbori, secondo me, è la vera attrazione imperdibile della città, anche se ad Osaka ci sono sicuramente altre cose da vedere, come il castello, con il meraviglioso giardino Nishinomaru, e l’Umeda Sky Building, con l’osservatorio panoramico. A Osaka ci sono anche gli Universal Studios, teneteli presenti soprattutto se viaggiate con bambini e ragazzi.

Dove dormire a Osaka?

Noi abbiamo scelto di alloggiare all’hotel Monterey, vicinissimo alla stazione ferroviaria e quindi molto comodo per spostarsi. Le stazioni delle principali città giapponesi vi stupiranno. Sono moderne, pulite, piene di negozi e ristoranti, architettonicamente bellissime, e quella di Osaka non fa certo eccezione.

Fermatevi ad Osaka un paio di giorni, sono sufficienti per farvi un’idea della città e vedere le attrazioni principali.

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